Chi deve fare cosa: assegnazione delle mansioni in azienda


Per quanto possa essere sufficientemente dinamico, il mondo delle aziende vive alcune contraddizioni. Niente di tanto grave o di tanto scandaloso, almeno nella maggior parte dei casi: le attività legate al mondo lavorativo fanno parte della vita e la vita, si sa, è fatta anche di contraddizioni. Detto questo, non intendiamo addentrarci in elucubrazioni di tipo filosofico ma porre all’attenzione del variegato universo dei nostri lettori un aspetto il cui “spettro” si aggira all’interno di molti organici aziendali, indipendentemente dal settore di attività e dalla localizzazione geografica: l’assegnazione delle mansioni.

Difficile e spesso accidentato è il compito di chi deve decidere l’assegnazione delle mansioni in azienda, nell’ambito di un progetto temporaneo o dell’organizzazione stabile di un nuovo team. Occorre valutare sia le esperienze pregresse che le attitudini del singolo per decidere se e quanto possa essere in grado di svolgere un nuovo incarico in maniera soddisfacente per gli interessi dell’azienda. La fretta, magari dettata dall’urgenza, non è mai una buona consigliera, anzi, è l’esatto contrario.

Chiunque svolga un lavoro che lo conduca di sovente a stretto contatto con diverse realtà aziendali non potrà non aver notato più di un caso in cui, ad esempio, una persona adibita ad un lavoro operativo di tipo commerciale potrebbe avere una maggiore performance se destinata ad un diverso incarico, tipo membro del customer care office (può accadere anche l’esatto contrario, sia chiaro).

La casistica è davvero estesa. Per quanto non si possa e non si debba  parlare di una situazione imperante che mini le fondamenta della qualità del sistema aziendale, si deve riconoscere, però, che siamo in presenza di una tendenza (chiamiamola così…) che ne attenua la performance e ne sminuisce la potenzialità. Questo discorso vale sia per l’azienda che per il lavoratore (impiegato, quadro, dirigente che sia).

Come si concretizza una non felice assegnazione di una mansione? Anche qua, la casistica è varia. La fretta, di cui si è accennato, che nasce dall’urgenza di far partire un progetto o di riempire un vuoto creatosi nell’organico. Un non sufficiente coinvolgimento e/o una scarsa concertazione tra i responsabili che, in azienda, possono dire la loro sulla nuova assegnazione (responsabile dell’ufficio e/o del progetto, responsabile delle human resources).

A volte, magari (per dirla tutta…), è anche il singolo candidato che, soggetto interno o esterno all’azienda, allettato da determinati benefits, tende ad enfatizzare le proprie qualità ed esperienze professionali così tanto e così bene da convincere efficacemente i decision-makers del momento ad assegnargli una determinata mansione per la quale, in realtà, non è effettivamente adatto. Molti ritengono che, in caso di errori commessi dalla persona inadeguata a ricoprire un determinato ruolo, tutto o quasi tutto può essere tamponabile in una grande azienda, mentre in una realtà piccola o media il discorso diventa più complicato. Questo, però, attenzione, non sempre è vero: la questione varia da caso a caso.

Certo è che comportano danni maggiori alle aziende quelle persone inadatte che sono state scelte per svolgere incarichi manageriali o dirigenziali perché gestiscono parti importanti delle strategie aziendali e ciò può davvero innescare situazioni aziendalmente dannose: obiettivi di fatturato non raggiunti, perdite d’esercizio importanti ed altre “squisitezze”.

Ovviamente, in queste ultime righe, si è fatto riferimento a “situazioni limite”, alla punta dell’iceberg per rendere più chiaro un concetto di fondo: l’assegnazione delle mansioni riveste un ruolo centrale, deve essere il viatico allo sviluppo aziendale ed all’innalzamento della qualità aziendale.

Non comprendere questo e non comportarsi nei fatti sulla base di questo principio, già nel medio periodo, può comportare problemi anche seri all’operatività e, soprattutto, alla produttività dell’azienda intera o anche di un suo settore. Per  qualsiasi azienda, perdere efficienza è una delle cose da evitare a partire dall’organizzazione interna, sempre.

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