Metropoli future: nel 2020 5 miliardi di inurbati


La smart cities del futuro sono una scommessa di oggi. Nel 2020, 5 miliardi di persone vivranno nelle metropoli. Già oggi la sola Tokyo produce più ricchezza di India e Messico. 

Il mondo cambia e s’inurba. Una civiltà, per non andare in decadenza (non in semplice calo demografico), deve avere un tasso di fertilità di almeno 2,1 figli. L’Italia è in decadenza da decenni, infatti, e ce ne eravamo accorti… L’Europa ha un tasso di 1,38 figli per coppia. Ciò significa un secolo di tempo per invertire la decrescita. L’Italia nel 2007 aveva un tasso di 1,2 figli. La Spagna di 1,1. La Francia stava meglio (1,8), ma ciò era dovuto alla immigrazione islamica. Nelle grandi città francesi il 50% dei neonati è di origine nordafricana.

Servono quindi nuove politiche per gestire un melting pot che in Europa è per giunta molto più disarmonico di quello americano, dove ispanici, italiani, irlandesi, orientali convivono senza troppi problemi.

La grande questione del futuro sono le metropoli. Per evitare problemi, si parla di smart cities. L’argomento è nato all’interno della green economy e dell’ambientalismo, ma ciò non deve limitare il tema a una questione ideologica (apocalittici ambientalisti versus negazionisti del climate change. Deve invece interessarci la costruzione di una nuova civiltà urbana.. Ciò è possibile anche in strutture micro come quelle delle città italiane, dove però si deve calcolare che ci si trova in un sistema di città diffusa molto esteso. Si pensi a Torino-Milano e alle Riviere liguri.

Il primo problema delle politiche metropolitane italiane è questo:
La grande maggioranza delle città non sta sviluppando un master planning integrato sul territorio, l’economia e le infrastrutture digitali.

Vale la pena di leggere il paper The new economics of cities, parte de The clean revolution del Climate Group.

Di seguito alcuni dati, che spiegano con sufficienza l’importanza della crescita e dell’armonizzazione delle aree metropolitane mondiali, e della necessità, per l’Italia, di accompagnare le soluzioni economico-finanziarie per la crisi, con nuove politiche per lo sviluppo del territorio. Questo dovrebbe segnare il passaggio dalla ipertassazione e da un sistema basato su regole, divieti e leggi a una nuova fase basata sulla deregulation, lo stimolo alle imprese e un nuovo welfare non più conservatore, sindacalizzato e protettore dei garantiti.

 

Dati
Nel 2020, 5 miliardi di persone vivranno nelle città (3 mld di nuovi inurbati)

Una migliore logistica può far risparmiare il 27% della benzina.

In Sud Corea la green economy ha creato oltre 500.000 posti di lavoro. Si veda anche il caso del Texas che dal petrolio è diventato re dell’eolico.

Nel 2050 le metropoli dovranno rispondere ai bisogni dei futuri cittadini con un decimo della CO2 prodotta oggi.

Oggi 600 metropoli mondiali generano circa il 60% del PIL globale. Tokyo, con la sua macroarea di 35 milioni di persone e con 1200 miliardi $ di Pil, è la 15ma economia de mondo, più di India e Messico.

A maggio 2012 il Brasile ospiterà Rio+20, 20mo evento dall’Earth Summit del 1992. Nel 2011 il Brasile ha lanciato l’iniziativa “Morar Carioca Verde”, una policy legata all’urbanizzazione, miglioramento e collegamenti che parte dalle favelas di Babilônia e Chapéu Mangueira.

In Europa servivano (la crisi seppellirà tutto?) €2900 miliardi per finanziare lo sviluppo delle nuove tecnologie energetiche.

In media ogni famiglia europea spende 500 euro al mese per i trasporti. Risparmiare diventa una sfida epocale, a partire dalla sostituzione del diesel col metano, sulla cui cosa in Italia stiamo per avere novità clamorose.

The value of a smart city is greater than the sum of its parts

Tra il 1960 e il 2000 la popolazione di Seoul è esplosa da meno di 3 milioni a 10 milioni. Il Sud Corea, che era una delle più povere nazioni del mondo -con meno di 100$ annui per capita, è diventato più ricco di molte nazioni europee. Deduzioni: 1) una città può cambiare il destino di una intera nazione; 2) Un confronto tra il Nord e il Sud Corea è la più marcata evidenza per comprendere che il sistema comunista non crea sviluppo ed è nemico dei lavoratori.

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