Missione: Salvare la memoria


Nell’era digitale gli hard disk sono la cassaforte dei nostri ricordi più preziosi e di segreti industriali dal valore inestimabile. Se si danneggiano interviene una task-force di esperti.

Cosa hanno in comune Guerre stellari, Jurrassik Park, Entrapment e l’ultima serie di Star Trek? Gli effetti speciali naturalmente. E il fatto che avete rischiato di non vederli mai, proprio per colpa di quegli effetti speciali. Tutti i dati contenuti nei dischi rigidi dei computer su cui si stavano creando fantastici dinosauri e battaglie spaziali, infatti, erano stati perduti. Incidente che può capitare spesso anche a noi: lavori archiviati che scompaiono con gravi danni economici o testi privati dal grande valore affettivo che si dissolvono. Il computer dovrebbe essere una “cassaforte” indistruttibile e quando rivela la sua fragilità non ci sono che due possibilità: rassegnarsi alla perdita oppure fare di tutto e di più per recuperare il materiale.

E proprio questa la strada percorsa dagli sfortunati autori del cartone animato I Simpson, che, per un banale sovraccarico di tensione hanno visto letteralmente andare in fiamme il disco rigido dei Pc con gli ultimi dodici episodi della serie, ancora da mandare in onda. Fortunatamente, almeno per i sostenitori della famiglia più cattiva dei piccolo schermo, questi inconvenienti sono all’ordine del giorno quando si lavora in modo intensivo con gli strumenti informatici. Così, dopo un primo momento di smarrimento. i produttori del cartone hanno preso il telefono e chiamato. Dall’altra parte della linea rispondono i tecnici della DriveSavers, una delle pochissime aziende al mondo specializzate nel recupero dei dati elettronici andati distrutti.

Infatti, sia che si tratti di un semplice hard disk sia che si tratti di un costosissimo sistema di memorizzazione dati degno del Pentagono, l’azienda ha sviluppato, in oltre quindici anni di attività, tecnologie avanzatissime che le consentono di recuperare i dati anche nei più casi più disperati. I telefoni dei pompieri non sono gli unici a squillare ininterrottamente quando si verificano catastrofi naturali come uragani o grandi allagamenti. In queste drammatiche situazioni riceviamo richieste d’intervento da un numero incredibilmente alto di persone. disperate per la perdita dei propri dati elettronici. Ma cosa succede una volta che l’hard disk danneggiato giunge nei laboratori top secret della DriveSavers?

Il primo passo consiste nell’individuazione del problema. Spesso questo è causato da un utente maldestro le cui scarse competenze tecniche non ci permettono di sapere a priori nè la vera entità dei danni né, soprattutto, da cosa sono stati causati.

 

Interventi a cuore aperto

Prima di tutto occorre scoprire se il disco è danneggiato fisicamente (per esempio è rigato) oppure se i problemi sono riconducibili al malfunzionamento di un programma che si stava eseguendo sul computer. Nel primo caso ci si dovrà orientare verso un intervento “a cuore aperto” del disco rigido; nel secondo caso invece è motto probabile che si riesca a recuperare tutte le informazioni semplicemente utilizzando gli appositi software sviluppati all’interno dell’azienda.

Infatti, quando il danneggiamento è causato da un software, solitamente i dati non vengono effettivamente persi: in realtà si trovano in una sorta di “limbo” da cui possono essere riportati alla luce con poche operazioni. Per fare un esempio: non tutti sanno che ogni hard disk contiene al sito interno, in una zona solitamente non accessibile all’utente, tutte le informazioni che lo riguardano e quelle che spiegano al computer come sono distribuiti i file su di esso. E’ molto frequente che alcuni programmi, per un errore improvviso e casuale, vadano a cancellare proprio questa porzione dell’HD rendendolo quindi inutilizzabile. In questo caso i dati sono ancora tutti memorizzati sul disco rigido, ma il computer non è in grado di identificarlo e capire come leggere le informazioni in esso contenute.

Il software della DriveSavers, grazie alle informazioni riservate fornite da tutti i maggiori produttori di dischi rigidi, è in grado di identificare il modello di disco e quindi di riscrivervi tutte le informazioni necessarie per il suo riconoscimento da parte del computer. Dopo questa prima operazione i programmi della DriveSavers vanno a controllare gli altri dati contenuti sul disco e ricostruiscono la cosiddetta tabella di allocazione dati, che contiene le informazioni sulla distribuzione dei file e delle directory all’interno dell’hard disk. Terminata anche quest’ultima operazione, il disco è pronto per essere riutilizzato, senza la minima perdita di dati.

 

Il pronto soccorso in Italia

Rosario Catania è l’ingegnere responsabile tecnico di Relectronic-Remech, una delle pochissime società italiane operanti in questo settore. Tutte le tecnologie sono estremamente flessibili e adattabili a qualsiasi tipo di disco magnetico: sia che si tratti di un piccoli hard disk sia  che si tratti di hard disk da diversi Terabyte. I dati sono archiviati all’interno dei disco con la medesima tecnologia. Cambiano solo la densità e il numero di dischi su cui le informazioni sono memorizzate,

Se, invece, il disco è danneggiato fisicamente, le procedure per il recupero sono ben più complesse e devono essere svolte all’interno di una stanza sterile, con i tecnici completamente ricoperti da una tuta protettiva per evitare l’accidentale caduta di polvere sulla superficie dei disco rigido. Questo viene quindi aperto con la massima attenzione e, una volta constatata l’entità del danno, i vari dischi di cui è composto vengono rimossi e passati in uno speciale “scanner di superfici magnetiche”. Tale apparecchiatura rappresenta il cuore del processo di recupero dei dati: è infatti in grado di rilevare tutte le cariche magnetiche presenti sulla superficie dei disco. Ognuna di esse rappresenta uno 0 oppure un 1, le unità base utilizzate dai computer per la memorizzazione dei dati. Queste vengono poi riprodotte in un computer dove saranno analizzate dai tecnici.

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