Nessuna crisi tra i dentisti secondo l’agenzia delle entrate e gli studi di settore


L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi degli addetti ai lavori del settore dentale (dentisti ed odontotecnici) per l’anno fiscale 2017. Lo studio, che non rivela la reale situazione economica, e si basa su parametri e strumenti stabiliti dagli studi di settore fa emergere un risultato in controtendenza con la reale crisi che sta attraversando anche questo settore.

Guardando i periodi di imposta 2014, 2015 e 2016 si nota facilmente che i redditi dichiarati da studi dentistici e da laboratori odontotecnici non solo non calano, ma si incrementano ogni anno. Se nell’anno 2014 il “reddito medio” dichiarato dai dentisti era 46.200 euro, nel 2016 questo dato arriva a 47.600 per un incremento rispettivamente del 1,2 % e del 2,9 % nei due anni successivi al 2014.

Sostanzialmente i redditi di questi professionisti stanno crescendo. Per quanto riguarda l’odontoiatria, il maggior introito è registrato, in termini percentuali, dalle società di capitali (+ 7,7 %), mentre il reddito risulta ben sotto alla media ideale. I quasi 35.000 dentisti che esercitano la libera professione hanno beneficiato nel 2017 di un incremento del 3,3 % per un reddito medio annuo di 47.300 euro. Gli studi associati seguono questo trend positivo, ma pur essendo le entità che dichiarano gli importi lordi maggiori, hanno un reddito medio di soli 68.500 euro.Per evidenziare le differenze all’interno del settore basta pensare alle Società di capitale, che dichiarano ricavi medi tassabili per 345.400 euro, contro i 228.700 euro degli studi associati e i 129.000 euro dei liberi professionisti. Ne consegue che il numero di chi esercita in libera professione e degli studi associati cresce in maniera esponenziale, mentre le società di capitale aumentano numericamente, ma con moderazione. Nel 2016 gli studi odontoiatrici censiti in Italia erano più di 41.000.

Anche il settore odontotecnico registra una crescita del reddito medio dichiarato che passa da 24.000 euro nel 2009 a 25.400 euro nell’anno seguente, per una crescita percentuale del 5,9. I veri artefici di questo incremento sono principalmente i laboratori in forma di società di capitale, fanno seguito i liberi professionisti che lavorano singolarmente ed, infine, le varie società di persone che nonostante abbiano una crescita più contenuta dichiarano il reddito più elevato degli altri due canali (37.100 euro).

Ne emerge che le società che si occupano del settore odontotecnico hanno un reddito maggiore rispetto alla stessa forma legale nel settore odontoiatrico. Il censimento dell’Agenzia delle Entrate per l’anno 2016 stima 13.000 laboratori in essere, leggermente in calo rispetto al numero dell’anno precedente per una diminuzione dei liberi professionisti e delle società di persone, differenza che viene però colmata da un aumento delle società di capitali.

Questo studio di settore, come precedentemente detto, non considera la situazione economica reale. Il settore dentale sta risentendo della crisi economica generale che imperversa nei vari mercati ormai da qualche anno. Ne consegue che se la popolazione rimanda o riduce le cure dentali per motivi di budget economico, o in alternativa si reca in paesi dove questi servizi vengono svenduti a prezzi ridotti, per contro la grande richiesta di esportazione dei manufatti di alta qualità italiana consente al settore di registrare forti incrementi con segno più, che fanno ben sperare per la ripresa dell’economia nel settore dentale.

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