Qualità della vita: una questione di testa


Rinunciare a una serata con gli amici, avere poca concentrazione sul lavoro, trascurare il proprio aspetto. Vatutare anche questi elementi permette ai medici di programmare terapie personalizzate.

Le cefalee costano direttamente alla società 6mila miliardi all’anno soltanto di farmaci, per non parlare delle assenze dal posto di lavoro. Esiste però un altro costo significativo che riguarda la vita familiare, sociale, di svago. Spesso il paziente non rivela spontaneamente di perdere giornate di lavoro e di rinunciare a impegni, come una serata con gli amici o altre occasioni sociali e di svago, per colpa dei mai di testa. D’altra parte, molti medici non richiedono sistematicamente tali informazioni: così l’impatto della malattia viene sottovalutato. Ora si dispone di questionari rigorosi che permettono di misurare quanto il mai di testa limiti la vita.

Il questionario è una scienza

I questionari di qualità di vita, elaborati agli inizi degli anni ’90, hanno permesso di capire che l’emicrania è una malattia a forte impatto sociale. Sono formati da varie serie di domande. Ciascuna di queste indaga su funzioni fisiche e di tipo emotivo e su concetti più soggettivi come vitalità e salute. Cosi si può valutare quanto una persona si prenda cura di sé, le sue difficoltà a seguire alcune attività, fare sport, se si senta più o meno ricca di energia, se abbia cali di concentrazione e così via. Usati per valutare la qualità di vita di pazienti che soffrivano di malattie croniche importanti come il diabete o la depressione, hanno dimostrato che chi soffre di cefalea, pur essendo meno malato, è molto più sofferente. Lo strumento più nuovo è il cosiddetto “questionario Midas” e valuta le limitazioni nella vita pratica, cioè la possibilità di svolgere o meno compiti che rappresentano un dovere, come occuparsi della casa, oppure dedicarsi a momenti di svago, a incontri di lavoro o con gli amici.

Studi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna hanno dimostrato la validità scientifica del questionario Midas: il punteggio ottenuto corrispondeva sempre a quanto i pazienti scrivevano nei loro diari trimestrali. Il Midas è stato tradotto e adattato alla realtà Italiana dai medici del centro del Besta in collaborazione con l’istituto Mario Negri. Elaborando le domande dei Midas il medico sarà perciò in grado di inquadrare meglio il paziente e quindi di curarlo meglio.

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