Volume piastrinico medio: quando i valori sono alti o bassi


Con un semplice prelievo del sangue è possibile scoprire l’MPV, ovvero la misura del volume medio delle piastrine, Mean Platelet Volume. Quest’ultime sono fondamentali per due processi come l’emostasi e la coagulazione del sangue. Se avviene il danneggiamento e il trauma di un vaso sanguigno, infatti, ecco intervenire le piastrine che modificano le loro caratteristiche e, per arrestare l’emorragia, vanno a formare un tappo piastrinico.

Riscontriamo un MPV alto o un valore di MPV basso quando evidentemente c’è qualche disfunzione o problema in atto. Fondamentale la valutazione che si fa rispetto alla conta piastrinica. In caso di produzione lenta e minore si parlerà di MPV basso. Il caso opposto: una produzione più veloce porta a un aumento di volume medio, ed è qui che siamo di fronte a MPV alto.

Anche per questo motivo, il volume medio ci dà la possibilità di conoscere informazioni sulla produzione di piastrine fino ad arrivare a eventuali diagnosi di infiammazioni o di malattie come quelle che colpiscono il midollo osseo. Il volume medio, comunque, non va assolutamente valutato da solo, ma considerato insieme ad altri indici piastrinici ovvero il numero totale, che si legge sotto la sigla PLT, e la concentrazione ematica delle piastrine che prende il nome di PCT.

Un MPV basso può essere la spia che nasconde in realtà un’anemia aplastica, una malattia infiammatoria che ha colpito l’intestino, o la sindrome di Wiskott-Aldrich. Potrebbe inoltre trattarsi di ipersplenismo che porta a un aumento della milza con conseguente malfunzionamento.

In caso di valori alti, potremmo essere di fronte a un caso di diabete, ipertiroidismo, leucemia, sindrome di Bernard-Soulier (mutazione del Dna conosciuta dalla fine degli anni Quaranta) o trombocitopenia di May Hegglin. Un MPV alto sta a indicare anche un rischio più elevato di ictus, oltre a fatto che spesso questo valore alterato si presenta nelle persone che soffrono di obesità e in quelle che corrono maggiori rischi cardiovascolari. Il rischio si evidenzia soprattutto quando si leggono valori superiori a 12,0 fL.

Come avviene la misurazione? Basta un unico campione di sangue. Le analisi sono da fare preferibilmente al mattino al digiuno, prima di consumare una ricca colazione. Dato che le piastrine tendono ad avvicinarsi e a raggrupparsi, talvolta occorre analizzare il campione – per non rischiare di avere risultati falsati – al microscopio.

Qualunque sia il caso, comunque, il volume medio deve essere valutato unicamente da un medico per avere un quadro generale della situazione e una corretta diagnosi.

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