Sacchetti plastica personalizzati: materiali, spessori e cosa valutare prima dell’acquisto


Scegliere dei sacchetti plastica personalizzati significa valutare molto più della grafica da stampare. Materiale, spessore, dimensioni, tipo di manico e peso dei prodotti da trasportare incidono direttamente sulla resistenza della busta, sulla qualità percepita e sulla possibilità di riutilizzarla.

Una shopper destinata a contenere piccoli articoli leggeri, per esempio, può avere caratteristiche completamente differenti rispetto a una busta utilizzata per abbigliamento, calzature o prodotti più voluminosi. A questo si aggiunge un aspetto fondamentale: per le borse di plastica fornite ai consumatori nei punti vendita esiste una normativa specifica, quindi non tutti gli spessori e i materiali possono essere utilizzati liberamente.

Quali materiali vengono utilizzati per i sacchetti in plastica

Tra i materiali più comuni nella produzione di shopper troviamo il polietilene, utilizzato con caratteristiche differenti in funzione della densità e del processo produttivo.

Il polietilene ad alta densità, spesso indicato con la sigla HDPE, permette di ottenere sacchetti relativamente sottili ma resistenti. Al tatto tende a essere più rigido e può produrre il caratteristico rumore di una plastica leggera quando viene maneggiata.

Il polietilene a bassa densità, LDPE, presenta invece generalmente una superficie più morbida e flessibile. Può essere particolarmente indicato per shopper di maggiore spessore, sulle quali si vuole ottenere anche una buona resa estetica della stampa.

Esistono poi materiali biodegradabili e compostabili, che non devono essere confusi con una normale plastica semplicemente più sottile. La legislazione italiana definisce come biodegradabili e compostabili le borse certificate da organismi accreditati e conformi ai requisiti previsti dalla norma EN 13432.

La scelta del materiale deve quindi essere fatta partendo dall’utilizzo reale e dalla categoria normativa nella quale rientrerà il sacchetto.

Cosa significa lo spessore espresso in micron

Lo spessore delle shopper viene generalmente espresso in micron, cioè millesimi di millimetro. È uno dei dati più importanti perché influenza resistenza, consistenza e riutilizzabilità della busta.

Una differenza apparentemente piccola può modificare sensibilmente il comportamento del sacchetto. Aumentando lo spessore si ottiene normalmente una struttura più consistente, adatta a sopportare utilizzi ripetuti e carichi maggiori.

Non bisogna però scegliere semplicemente “il sacchetto più spesso”. Un prodotto molto leggero potrebbe non richiedere una shopper particolarmente robusta, mentre una busta troppo sottile rispetto al contenuto rischierebbe di deformarsi o rompersi durante il trasporto.

Lo spessore ha inoltre una rilevanza normativa. La disciplina europea considera leggere le borse di plastica con parete inferiore a 50 micron e ultraleggere quelle inferiori a 15 micron utilizzate, in determinate condizioni, soprattutto per ragioni igieniche o per alimenti sfusi.

Attenzione alla normativa sulle shopper riutilizzabili

Per chi acquista sacchetti destinati a essere consegnati ai clienti di un’attività commerciale, questo è uno dei punti più importanti.

La normativa italiana stabilisce specifici requisiti per le borse di plastica riutilizzabili, distinguendo anche tra attività alimentari e attività che vendono esclusivamente prodotti non alimentari.

Negli esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dagli alimenti, le shopper riutilizzabili con maniglia esterna devono avere una parete superiore a 100 micron e contenere almeno il 10% di plastica riciclata. Quando invece la maniglia è interna alla dimensione utile del sacco, lo spessore deve essere superiore a 60 micron, sempre con almeno il 10% di plastica riciclata. Per gli esercizi alimentari sono previsti requisiti più stringenti.

La stessa disciplina stabilisce inoltre che queste borse non possano essere distribuite gratuitamente e che il relativo prezzo debba risultare nello scontrino o nella fattura.

Per questo, prima di ordinare grandi quantità di shopper, è necessario verificare che materiale, spessore, percentuale di riciclato e configurazione del manico siano compatibili con l’utilizzo previsto.

Manico a fagiolo, manico rinforzato o maniglia esterna?

Anche il sistema di presa cambia molto l’esperienza d’uso.

Il cosiddetto manico a fagiolo è ricavato direttamente nella parte superiore della busta. Occupa poco spazio e mantiene una forma compatta, risultando adatto soprattutto alle shopper utilizzate nei negozi.

Quando la zona dell’impugnatura viene rinforzata con uno strato aggiuntivo di materiale, il sacchetto può sopportare meglio la sollecitazione generata dal peso del contenuto.

Le maniglie esterne consentono invece una presa differente e possono essere utilizzate su shopper più strutturate. In fase di acquisto bisogna però ricordare che, come visto, la posizione della maniglia è rilevante anche ai fini dei requisiti minimi di spessore previsti dalla normativa italiana.

La scelta dovrebbe quindi tenere insieme estetica, praticità e conformità.

Come scegliere le dimensioni corrette

Una shopper troppo piccola può risultare difficile da chiudere o deformarsi. Una eccessivamente grande comporta invece un inutile impiego di materiale e può rendere meno pratico il trasporto.

Per definire il formato bisogna partire dagli articoli che vengono consegnati più frequentemente. Un negozio di abbigliamento può aver bisogno di più misure per distinguere piccoli acquisti da capi ingombranti; attività che vendono prodotti con dimensioni più standardizzate possono invece lavorare con uno o due formati.

Oltre a larghezza e altezza bisogna considerare l’eventuale soffietto laterale o sul fondo, che aumenta la capacità del sacchetto senza richiedere un’eccessiva larghezza frontale.

Prima di definire un ordine importante è utile effettuare una prova con i prodotti reali. Le sole misure riportate su una scheda tecnica non permettono sempre di capire quanto sarà pratico inserire e trasportare la merce.

Stampa: quanti colori utilizzare

La personalizzazione può andare da un semplice logo monocromatico a grafiche più articolate che occupano buona parte della superficie.

Una delle tecniche maggiormente utilizzate per quantità medio-alte è la stampa flessografica, che permette di riprodurre grafiche direttamente sul film plastico durante il processo produttivo. Il costo dipende anche dal numero dei colori, dalle dimensioni della stampa e dal quantitativo ordinato.

Per grafiche semplici, utilizzare uno o due colori può consentire di ottenere un risultato molto leggibile senza rendere inutilmente complessa la produzione. Se invece il progetto prevede sfumature, fotografie o numerosi colori, bisogna verificare quale tecnica sia più adatta al materiale scelto.

Anche il colore di fondo della shopper influisce sul risultato. Lo stesso inchiostro può apparire differente su una busta bianca, trasparente, nera o colorata, quindi è importante valutare il contrasto già nella fase grafica.

Cosa comunicare prima di richiedere un preventivo

Per confrontare correttamente più soluzioni non basta indicare quantità e logo. Sarebbe utile definire almeno:

  • dimensioni della shopper, peso indicativo del contenuto, materiale e spessore richiesti;
  • tipologia di manico, eventuale soffietto, colore della busta e quantità;
  • numero di colori di stampa, dimensione della grafica e stampa su uno o entrambi i lati;
  • settore di utilizzo e tipo di prodotti trasportati, soprattutto per verificare i requisiti normativi applicabili.

Più queste informazioni sono precise, minore è il rischio di confrontare preventivi riferiti a prodotti tecnicamente diversi.

Plastica riciclata e compostabile non sono sinonimi

Un altro aspetto da chiarire riguarda le definizioni ambientali.

Una shopper realizzata in plastica riciclata utilizza una quota di materiale proveniente dal recupero di plastica precedentemente prodotta. Una borsa biodegradabile e compostabile appartiene invece a una categoria differente e deve rispondere a specifici requisiti di biodegradabilità e compostabilità.

Le due caratteristiche non vanno quindi utilizzate come sinonimi.

Anche diciture apparentemente simili devono essere valutate con attenzione. La normativa italiana richiede ai produttori di apporre sulle borse commercializzabili elementi identificativi e indicazioni che permettano di riconoscere la tipologia di appartenenza.

Per un’attività commerciale è quindi preferibile verificare la documentazione e le caratteristiche tecniche del prodotto invece di basarsi soltanto su definizioni commerciali come “ecologico” o “green”.

Come scegliere senza concentrarsi solo sul prezzo

Il costo unitario diminuisce generalmente con l’aumentare delle quantità, ma il prezzo non dovrebbe essere l’unico criterio. Un sacchetto che si rompe facilmente o ha dimensioni sbagliate rischia di essere poco utile anche se acquistato a un costo inferiore.

Occorre considerare insieme resistenza, praticità, resa della stampa, conformità normativa e quantità realmente necessaria.

Anche il numero dei formati incide sulla gestione. Ordinare molte misure differenti consente di adattare meglio la shopper al prodotto, ma aumenta la complessità delle scorte. In alcuni casi può essere più efficiente scegliere pochi formati sufficientemente versatili.

La scelta dei sacchetti plastica personalizzati dovrebbe quindi partire dal prodotto che dovranno trasportare e dal contesto nel quale verranno distribuiti. Solo dopo aver definito materiale, spessore, dimensioni e requisiti di legge ha senso concentrarsi sulla personalizzazione grafica. In questo modo la shopper non è soltanto esteticamente coerente, ma anche resistente, funzionale e adatta all’utilizzo previsto.

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